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La Sala di Apollo e Diana

Situata nell'angolo Sud-Est, opposto a quello della Torre, la Sala di Apollo e Diana è sicuramente quella più interessante e affascinante della Villa.
E' un ambiente quadrangolare con la volta a botte interamente affrescata con figure mitologiche a grandezza naturale. 
Il grande affresco, dall'effetto scenografico straordinario, illustra il mito del sorgere del  Sole. 
L'originalità dell'insieme è nella vivacità dei colori ancora ben conservati e nel gioco della visione, che - in rapporto alle diverse zone del locale in cui si pone l'osservatore - offre punti di vista mutevoli e scorci prospettici diversi.
Il gioco prospettico coinvolge chi si muove nella stanza dandogli l'impressione di essere seguìto dai personaggi rappresentati che creano l'illusione di vederli spostarsi da una parte all'altra della parete: l'effetto è maggiore nel gruppo di cavalli, che sembrano realmente correre sul muro, e nel volo dei puttini, che si girano, maliziosamente mostrando ora il volto ora la schiena.
Le pareti sottostanti gli affreschi sono invece decorate con un rivestimento in stucco a finto marmo 




 
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A P O L L O

A P O L L O - L A   M A M I A N A

Nella parete di fronte alla porta di entrata la figura di Helios-Apollo giganteggia nel cielo azzurro e prende forza dai raggi del sole reale, che entra dalle due finestre che illuminano la sala: il dio è radioso e avanza fiero sul suo carro dorato, incita i quattro cavalli impetuosi, lanciati all’inseguimento della dea Diana, la cui immagine occupa la parete opposta.

Apollo è un bellissimo giovane seminudo, indossa un mantello rosso che la furia della corsa fa volare alle sue spalle lasciando scoperto parte del corpo virile, i muscoli vigorosi sono tesi e fremono per lo sforzo fisico e la tensione dell’impresa che lo vede vittorioso sulle tenebre della notte, qui rappresentata da Diana.

D I A N A

D I A N A - L A   M A M I A N A

Diana, dea lunare, cacciatrice, è dolcemente adagiata su di un carro argentato modellato a forma di conchiglia; alle sue spalle risplende l’immagine della  fredda luna e le due ninfe cacciatrici che trasportano la dea attendono un suo ordine.
La figura di Diana (Selene-Artemide) è estremamente curata e presenta una caratterizzazione fisionomica più evidente rispetto alle altre immagini della decorazione: il viso e l’acconciatura sono stati trattati con cura e rifiniti nei minimi  dettagli da chi ha realizzato l’affresco. L’abito una sottilissima tunica bianca che scopre il seno, la calzatura alla schiava che si intravede sotto il lembo del mantello, l’elaborata acconciatura, impreziosita da un filo di perle intrecciate ai capelli, la stessa posizione della donna, unica figura che guarda fuori campo ed è rivolta direttamente a chi osserva la sua bellezza, sono tutti elementi che ci possono autorizzare a pensare che l’ignoto artista abbia qui ritratto la signora della Villa, rappresentata in abito da casa. 
Il particolare dell’abito è significativo se lo mettiamo in relazione all’antica Villa: si tratta evidentemente di un vestito succinto che in passato veniva portato in privato ed è difficile da vedere nei cosiddetti ritratti ufficiali delle nobildonne del secolo XVI: pertanto, si può ritenere che la Villa de La Mamiana sia stata usata come luogo privato di piacere e di delizie della famiglia a cui apparteneva e che le gioiose decorazioni che l'abbelliscono siano quindi state commissionate per allietare le ore di chi abitava 
questa dimora, forse anche un casino di caccia, vista la presenza di simboli venatori.

L’immagine di Diana è creata con eleganza e grazia e il sentimento che suscita è di grande serenità e compostezza: le figure femminili sono come sospese in un mondo celeste che nulla può turbare e la Signora di quel regno così distante non è scacciata ma si ritira spontaneamente, lasciando così la scena all’impetuoso nume solare.


LE ANCELLE

LE ANCELLE - L A   M A M I A N A

Le ancelle si sono fermate e si voltano con grazia verso la loro signora, nelle mani hanno le briglie e il busto è leggermente piegato dal peso della faretra appesa alla cintura; una ninfa è di profilo e l’altra mostra il volto ed ha il corpo avvitato in una lieve torsione.
I capelli, intrecciati e raccolti morbidamente sulla nuca, sono mossi dal vento e i panneggi degli abiti si muovono leggeri, lasciando intravedere delicatamente le belle forme dei corpi.

I PUTTI

La restante parte della volta è alietata dalla presenza di numerosi putti alati seminudi, impertinenti e graziose figure rappresentate nell'atto di compiere diverse azioni: osservare, allontanarsi, scoccare la freccia.


I  PUTTI - L A   M A M I A N A
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iNQUADRAMENTO STORICO-ARTISTICO

iNQUADRAMENTO STORICO-ARTISTICO - L A   M A M I A N A

Purtroppo l�apparato decorativo � anonimo, mancano infatti i documenti relativi alla sua committenza e non si � riusciti a risalire a chi ha realizzato l�affresco. Gli affreschi, databili tra il XVI e XVII secolo, si possono leggere alla luce del nuovo modo pittorico creato a Mantova da Giulio Romano nella prima met� del XVI sec. poi sviluppato dai suoi seguaci e dai pittori manieristi; il linguaggio anticlassico pieno di contrasti e di volontarie dissonanze, sostanzialmente sovvertitore dell'equilibrio dei rapporti formali, caratterizzato dal gigantismo e dalla deformazione dei corpi. Non � certo una strana coincidenza che proprio a Mantova nel Salone degli Specchi del Palazzo Ducale, ci sia una volta affrescata con raffigurazioni mitologiche tra le quali spicca un carro del Sole simile a quello qui realizzato

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